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venerdì 2 agosto 2013

EYES ON FEET - Ivan Alejandro Garcia Navarro detto POLLO!! UPDATE

appetizer


i mondiali di tuffi a BARCELLONA si sono conclusi da qualche giorno
e il deploro cade su una regia disattenta e colpevole
che ha regalato poco,
che ha concesso solo le briciole
 di un piatto ricco, sontuoso, andato sprecato.

rarissimi i close-up
quasi sempre riservati,
per ironia della sorte,
a cinesi storti ed emaciati.

non rimane che sperare che le prossime gare si svolgano in paesi più ben disposti verso il tallone che sporge, maestoso, dalla piattaforma,
col tendine tirato
e la pelle leggermente bagnata dal tuffo precedente.

nell'attesa però
un tributo va all'atleta che ancora una volta si conferma mio preferito in assoluto.

niente a che vedere con quella diva di TOM DALEY
(pur messo sempre molto bene),
con i teutonici KLEIN e HAUSDING,
con il connazionale TOMMASO RINALDI,
grande potenzialità ancora poco sfruttata
che tuttavia avrà ben presto un suo omaggio
(ed è facile intuirne il perché)

il mio sempre-più preferito
rimane
IVAN ALEJANDO GARCIA NAVARRO
detto POLLO

non ha fatto bene in questi mondiali
quasi quanto la regia
che l'ha sistematicamente
incomprensibilmente
diabolicamente escluso da ogni attenzione podalica.
ma il ragazzo cresce
e crescendo migliora.
ha un qualcosa di seducente l'equilibrio tra determinazione e tenerezza,
tra tenacia e gentilezza che si coglie mentre si concentra prima del salto,

mentre ripete quasi ossessivamente il gesto scaramantico di lisciarsi le gambe,

mentre si accorda con il suo compagno di sincro sulla dinamica del tuffo

conquista
in particolare
proprio la confidenza fisica
tipica della cultura latina
che travalica il tabù del contatto fra maschi
o semplicemente non lo riconosce come tale.
prima del tuffo sincronizzato
in cui fondamentale è anche che la spinta e lo stacco inizino simultaneamente
tutti gli atleti si affidano solo alla voce.
POLLO invece cerca la mano del suo compagno!
una sintonia che in gara strappa sempre un'inquadratura
ma che si ripete anche in prova
guadagnando in autenticità.

si parla qui di un ragazzo nato nel 1993
quindi solo pensieri puri mi guidano mentre scrivo del suo talento!
eppure non posso fare a meno di notare
quanto riesca ad incarnare
pur in così giovine età
una sintesi virtuosa di molti dei miei punti deboli:
il viso vagamente scimmiesco
le sopracciglia foltissime che quasi si uniscono
i lineamenti decisi ma non duri
le labbra molto carnose
il busto naturalmente glabro
le cosce naturalmente pelose, abbondanti e scolpite
i piedi in totale armonia con tutto il resto
non troppo piccoli, non troppo magri, non giganti,
giusto appena un po' più grandi di quanto ci si aspetterebbe,
quel poco in più che conquista il cuore del feet-lover!

alcune foto di vita privata cominciano a spuntare grazie alla benedetta epidemia di condivisione sociale.
alcune gravitano intorno al suo mondo

alcune immortalano momenti di crescita culturale...
...e di svago

anche qualche articolo di giornale fa la sua comparsa

e in ogni occasione
POLLO
non delude.

in gara però dà il meglio di sé.
alcuni fermi immagine racimolati spulciando vecchi video
dimostrano la costanza e il valore di un atleta che non si ferma di fronte al dolore
e che vive un senso di sconfitta
se il dolore
per una volta
ha la meglio!
di fronte a tanta dedizione
non riesco a rimanere indifferente.
un forte sentimento di pura e amicale solidarietà
deflagra nel mio corazon.
un insieme di stima, ammirazione, rispetto
che vorrei poter manifestare attraverso quel linguaggio fisico così tanto apprezzato da POLLO
sempre mosso dal proposito
più amicale
più puro
che esita!

domenica 12 agosto 2012

EYES ON FEET - tuffi di testa e di pancia

appetizer


i primi tuffi in alta definizione non si scordano mai.
peccato che la regia fosse così dolorosamente disinteressata al dettaglio!
fugaci close-up balenavano di tanto in tanto
come se un cameraman approfittasse dell'attimo di distrazione del capo
per regalare al feet-lover in trepidante attesa
intensi, nitidissimi momenti da ricordare.

i tuffatori arrivati in finale per il salto dalla piattaforma dei dieci metri
avrebbero potuto esser presi in blocco per una feet-gang-bang a base di cloro!
non c'era scrematura da fare.
persino un cinese su due era passabile
e l'altro
rachitico e ossuto
avrebbe comunque avuto accesso al party,
quand'è l'occasione
si prende il pacchetto completo
senza stare troppo a sottilizzare.

eppure in un gruppo c'è sempre quello che fa più figura degli altri
e chi, a fine gara, si è meritato solo la medaglia di bronzo
ha invece tutto il talento che qui si richiede per occupare il primo posto,
pur ragionando solo con la mente e non con il cuore.

TOM DALEY
britannico
1994
supersponsorizzato
ipertifato
pare straraccomandato
non ha bisogno di raccomandazioni in fatto di piedi.
i suo sono facili
regolari
eppure carnosi e maschili.
certo
il look curatissimo
di ispirazione ronaldesca
aiuta a trovare il giusto punto di abbronzatura che fa addirittura risaltare un arco non così pronunciato.
un'esaltazione dei pregi
che contribuisce a lasciare al palo chi la medaglia d'oro l'ha vinta per davvero
come DAVID BOUDIA
già meno dotato di proporzioni e di armonia
che non ha speranze di rosicchiare qualche merito in più
presentandosi pure bianco come nosferatu

il tuffatore inglese invece
col capello a prova d'acqua e il dente sbiancatissimo
esulta trionfante a bordo piscina
e dimostra grande professionalità nella valorizzazione di sé
accovacciandosi e regalando gli scatti che gli valgono il gradino più alto del podio:
la pianta così generosa lascia alle dita tutto lo spazio di cui hanno bisogno.
l'alluce è ben staccato e l'unghia è squadrata e perfetta.
una giusta spruzzata di vello completa un quadro così invitante
che poco conta se poi DALEY
quando esce dall'acqua
va a farsi la doccia sculettando come valeria marini.
grazie ai suoi piedi
ci si dimentica subito del manico di scopa che pare qualcuno abbia sbadatamente infilato nel suo deretano e lì abbandonato senza motivo.

un primo posto assegnato con la ragione dunque
perché la bellezza dei suoi piedi non si può negare
ma il cuore guarda altrove
e si posa su un giovane messicano con le sopracciglia folte che quasi si toccano al centro,
gli occhi vicini
le labbra carnose
la spaventata tensione di chi a diciottanni si trova di fronte ad un palcoscenico molto più grande di lui
insieme alla spavalderia un po' incosciente di chi è sicuro del fatto suo.
IVAN GARCIA NAVARRO vale mille TOM DALEY
e i suoi piedi non sono da meno
anche se la rete
per quanto navigata
non tira fuori ancora statistiche decenti
se non un fermo immagine durante la verticale
suggestivo quanto inutile.

nell'attesa di raccogliere evidenze più esplicite
affido ad un video di youtube
la naturalezza priva di sovrastrutture di questo chico messicano
lontana anni luce dalla perfezione del suo collega inglese
che inganna l'occhio
e sa di plastica.