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giovedì 5 aprile 2012

FEETCHART - Tennisti

appetizer

ammetto di non essere particolarmente fedele ad alcuno sport.
in genere la mia voglia di seguire qualche gara
è direttamente proporzionale al dress-code richiesto:
completo disinteresse per lo slalom gigante
massima attenzione per i tuffi.

il tennis
nella mia scala di valori
si colloca nella enorme terra di mezzo.
il pantaloncino bianco non riesce ad infervorare i miei sensi
e non ho una particolare declinazione feticistica per le sneakers
tanto da gestire abbastanza bene i ripetuti close-up a favore di sponsor che ogni regia pare essere obbligata a regalare.

eppure
nel continuo peregrinare in cerca di statistiche
mi è capitato spesso di inciampare in protagonisti del discendente un po' spocchioso del giuoco della pallacorda.
caratteristica comune a tutti
oltre al fatto di essere a me completamente sconosciuti
è parsa, a prima vista, una buona dotazione generale
che mi ha spinto a rispolverare una rubrica tanto amata quanto impegnativa.

per la prima

dedicata al maschio mondo dello sport
si piazza al
#9
una GRANDE DELUSIONE!
lui è ANDY RODDICK
fresco,
figo,
faccia da copertina.
come perdonargli
un alluce tozzo e delle dita fuori misura e senza forma?
neanche l'infradito riesce a tirar su le sorti del giovane.
i suoi piedi neppure lontanamente tengono il passo con quello che c'è sopra.
bocciato!

al
#8
si ferma un anonimo e un po' stagionato PAT RAFTER
(ho controllato, è un tennista pure lui!)
il piede mi va via senza infamia e senza lode
nessun grave difetto
nessun sussulto di piacere
il capello è fintamente moderno,
l'infradito è giusto,
il cocktail no.
lui è un po' bambalone,
il fondo classifica è già un buon risultato.

per il
#7
è disponibile addirittura una documentazione filmata:
lui è SJENG SCHALKEN (!!)
e rilascia un'intervista su un lettino da massaggio
coprendo con un asciugamano solo lo stretto necessario.

prima di dare il giusto risalto ai suoi pregi
una menzione d'onore si deve riconoscere al genio pelato
che ha conquistato in un sol colpo tutta la mia stima
per aver inventato un programma straordinario
in cui, intanto, non sono ammessi ospiti di sesso femminile
e in cui tutti gli invitati
accettano di parlare del più e del meno
mentre il mio eroe scandaglia fisici quasi sempre ben forgiati
in cerca di cicatrici, segni particolari, peli incarniti
soffermandosi, che il cielo lo rimuneri, soprattutto sui piedi.
va da sé che tutti i suoi collaboratori siano ammaestrati con rigore
e scrupolosamente indugino ora sul calcagno, ora sull'alluce,
in un crescendo di emozioni.

nel caso dello  sconosciuto tennista dal'impronunciabile nome
il cameraman ci ha messo del suo
e restituisce agli spettatori inebriati
forme ultra-maschili e
misure abbondanti
talmente abbondanti che le dita sembrano esser cresciute prima che SJENG facesse in tempo a cambiare le scarpe,
cristallizzandosi in otto maestose piramidi!

ad occupare il
#6
è il giovane vecchio del tennis internazionale.
classe 1981
ROGER FEDERER
dimostra quei dieci anni di più che fanno di lui il volto rassicurante dell'ATP.
i suoi piedi, però,
sono tutt'altro che rassicuranti.
sono piedi difficili
con dita tendenti al rastrello
e alluce a metà fra il rapace e la vipera
e tuttavia sono gradevoli
il dorso è mosso da tendini sempre tirati
che fanno del giovane vecchio
un maschio con carattere!

si sale al
#5
con un duplice atto di fiducia,
intanto volendo credere che TOMMY HAAS sia conosciuto almeno da colei che l'ha partorito
e poi assegnandogli un piazzamento a metà classifica sulla base di una foto soltanto,
oltretutto presa dalla parte sbagliata!
però il ragazzo è carino,
gioca col gatto e questo porta su il punteggio
e pare messo bene, almeno guardandolo da sotto.
in confronto con la spigolosità di FEDERER qui sembra tutto facile
tutto armonico
tutto regolare.
avere un piede buono per ogni occasione
è un merito che va premiato.

AGGIORNAMENTO:
un gentile feet-lover interviene a colmare la lacuna.
TOMMY HAAS
ora
si mostra pure dalla parta giusta
sfoggiando vene a profusione
e un dorso mosso che dalla pianta non si sarebbe mai detto.
consolida la sua posizione
ma non guadagna punti...
...per via di un alluce dal collo troppo corto!

al
#4
l'interessante ANDY MURRAY
ricciolo tendente al ginger
con un leggero disastro orale giustificato dalle sue origini britanniche
sfoggia un piede del genere ossuto
coerente col personaggio
con un accenno di cipolla che qui non dispiace.
dispiace invece quel pediluvio alla candeggina fatto appena prima di bagnarsi,
ma il fantasma del calzino sembra essere una costante per i tennisti
e quello di ANDY non è il caso più grave!!

al
#3
occupa il gradino più basso del podio
un tennista sottratto al mondo del cinema.
fulgido esponente dell'armata spagnola,
particolarmente ricca di buone proposte,
FELICIANO LOPEZ
è coetaneo di FEDERER
con cui condivide l'anno di nascita e...basta!
subito reclutato per servizi fotografici d'effetto
mostra le sue doti in tutta pienezza
gettando esche per produttori hollywoodiani pronti ad abboccare
nel caso la carriera sulla terra rossa andasse a ramengo!

in versione relax
forse pecca di una caviglia un po' forte
ma si sarà trattato di un momento di stanchezza
una congestione dovuta al calore.
non si ravvisa infatti la stessa deprecabile anomalia
nello scatto in cui,
con evidente imbarazzo,
si mette a nudo davanti all'obiettivo!

continua l'avanzata iberica
che conquista anche il
#2
con colui che tante gioie ha regalato ai feet-lovers!
RAFAEL NADAL
conferma il suo talento
con la completezza comune solo ai più grandi.
a piedi forti e formati,
ad una caviglia possente
aggiunge il polpaccio più bello
facendo delle gambe il suo punto di forza
las piernas siempre han sido potentes
recita il trafiletto
tuttavia ogni eroe ha il suo punto debole
e come Achille soffriva il suo tallone
così NADAL, gamba di alabastro, spesso è impedito da vili vesciche
che lo costringono, ahitutti, a liberarsi della calzatura durante le partite più impegnative
per trovare sollievo e applicare medicamenti.
non sarà certo qualche bolla d'acqua passeggera
a negare al campione delle baleari il riconoscimento più alto.
ciò che gli toglie l'alloro della vittoria è ben altro.
è qualcosa contro cui è difficile combattere,
non un sol uomo
ma un'entità
una comunità
legata insieme da vincoli profondi,
di sangue.

tre maschi partoriti dalla stessa madre
tre fratelli uniti dallo stesso cognome:
DJOKOVIC!
d'altra parte
vista la fortuna riscossa dal primogenito
è comprensibile che il padre di contata famiglia
spingesse gli altri due pargoli a raccattare palle prima
e tirare di rovescio poi.

il livello è altissimo.
il più grande, certo, conserva un minimo vantaggio dovuto al fascino dell'esperienza.
però stia attento NOVAK,
si tenga ben stretta la sua coppa
perché se MARK
(1991)
con la scusa della vacanza con fratellone
...gli è oramai alle calcagna,
il piccolo DJORDJE
(1994!!)
.
.
.
l'ha già superato!
la triade guadagna il
#1
con il decisivo apporto del più giovane
che tanto migliorerà quanto più il tempo modellerà le sue promettenti doti in forme più decise.

la confraternita DJOKOVIC
sbaraglia dunque la concorrenza.

eppure nel mio cuore c'è un altro vincitore.
è un ricordo di infanzia,
l'unico tennista che ha saputo accendere, in giovane età, le mie fantasie.
a rivederlo ora fa tenerezza,
con anacronistiche sopracciglia folte
il capello fonato all'indietro
e l'espressione un po' ingenua del bravo ragazzo
che a volte spariva in un'aria tenebrosa.
PETE SAMPRAS
turbava i miei sonni
ed io bramavo che si togliesse le scarpe
desideravo vedere i suoi piedi
per avere una volta per tutte la conferma che fossero belli tanto quanto lui.
ora la conferma è arrivata...
...(insieme al capostipite di tutti i calzini fantasma)
ed io
un po' di pancia e un po' di testa
non posso che conferirgli
il PRIMO POSTO AD HONOREM

martedì 30 agosto 2011

FEETCHART - Heroes

appetizer


spesso capita
che un serial abbia un successo talmente inaspettato
da sorprendere persino chi lo produce.
gli sceneggiatori
che pensavano di cavarsela con una stagione o due
si trovano costretti inventare assurde supercazzole per allungare il brodo
quasi sempre
infilandosi in giri così complessi
da non riuscire
loro per primi
a venirne fuori.

LOST
è di certo l'emblema
del mostro scappato di mano ai suoi creatori.
con una prima stagione strabiliante
e una seconda ancora più bella
altre cinque ne sono seguite
in cui menti visionarie ci hanno propinato
spostamenti di isola
reincarnazioni
squilibri spazio-temporali
spruzzate di misticismo
per poi spacciare come episodio conclusivo
un pastrocchione che non chiude decentemente manco un cerchio
dei tremila aperti e disseminati negli anni.

stessa sorte è toccata a
HEROES.
una minaccia incombente che rischia di distruggere il mondo.
un gruppo di persone che si scopre con poteri ben più che umani.
l'immancabile contrapposizione tra buoni e cattivi.
il divertimento di imparare a conoscere i personaggi e di invidiare le loro capacità
finisce per inquinarsi presto
a causa di bassi giochi di potere fra comuni mortali
società segrete e potentissime
esperimenti scientifici
ti levo i poteri
ti ridò i poteri
ti ammazzo
ti resuscito
ora diventi buono
ora torni cattivo
adesso sei mio figlio
adesso sei un bastardo.

all'inizio della terza stagione
ricordo di aver mandato tutti a cagare.

qualche settimana fa però
sulla rete dei giovani numero due
mi sono imbattuto in repliche giornaliere
proprio a cominciare dal punto in cui a suo tempo sfanculai.
dico,
vediamo come va a finire 'sta storia!
e così,
diligente,
mi sciroppo una dopo l'altra le prodezze di eroi buoni e cattivi
per sapere di che morte dobbiamo morire tutti quanti!

nonostante la materia sia di tale incommensurabile gravità
da togliere spazio a qualsiasi divagazione
il ritrovare alcuni volti
scelti da un sapiente lavoro di casting
ha rinnovato tutti i buoni motivi per cui
a suo tempo
decisi di seguire il serial.

per la rubrica

il QUINTO buon motivo è
MOHINDER SURESH
(Sendhil Ramamurthy)

scienziato, figlio di scienziato, che non rinuncia al cuore
e proprio per cuore
inanella un discreto numero di cantonate (!)
ha nelle sue mani la formula che dà e che toglie
ma finora non c'ha capito molto.
speriamo nel futuro.

all'inizio della terza stagione
dopo una pera di ricostituente in veste di cavia di se stesso
appare in ottima forma
ma le statistiche sul set sono fugaci
e fuori
beh
fuori nessuno lo conosce.
dalla foto che qualche paparazzo gli ha scattato
probabilmente scambiandolo per qualcun altro
sembra che le doti siano ben riposte
ma la sua posizione si ferma per ora a fondo classifica.

il QUARTO buon motivo è
NATHAN PETRELLI
(Adrian Pasdar)

basculante fra buoni e cattivi
ma pericolosamente inserito nel sistema
il senatore
primo figlio del principale
pur stagionato
sfoggia meriti innegabili
forme generosamente maschili
un alluce arrogante
e un arco
di tutto rispetto.

il TERZO buon motivo è
SYLAR
(Zachary Quinto)
personaggione di spessore
il cattivo
il villain
che ruba i poteri altrui
e più ne ruba e più ne vuole.
molte volte gli hanno fatto imboccare la strada della redenzione
ma non c'è niente da fare,
rimane mostro,
d'altra parte un mostro serve sempre.

nel serial è bellissimo
sensuale
maschio
persino i suoi piedi sembrano notevoli
si ferma però a metà classifica
perché
una volta scaduto il contratto
non ha portato con sé chi curava la sua immagine.

sparito ogni sentore di sensualità

in picchiata libera ogni traccia di virilità

ostentazione noncurante
di gambette bianchicce e senza tono...
...dall'insulso polpaccio!
anche i suoi piedi sembrano più brutti.
se non fosse per le prime foto
la sua posizione risulterebbe compromessa!

il SECONDO buon motivo è
ISAAC MENDEZ
(Santiago Cabrera)
tossicomane fumettista
con il dono della cataratta e della preveggenza.
riesce a disegnare il futuro
eppure nessuno gli crede solo perché si pippa l'impossibile,
se questa non è miope discriminazione!!

ha vita molto breve
e il suo personaggio non è stato degno neanche di una reincarnazione
che so
di un'apparizione post mortem in forma di ologramma.
nada de nada,
succhiato da SYLAR
e archiviato per sempre.

fortunatamente per la comunity
qualche fotografo di buon cuore
l'ha messo su un balcone
gli ha tolto le scarpe
e gli ha garantito la medaglia d'argento nella classifica che qui si sciorina.
i suoi piedi regolari e curati
si allontanano dall'immagine trasandata del suo personaggio in HEROES
e invece vanno d'accordo con il look un po' leccato che hanno scelto per lui
nel servizio fotografico terrazzatissimo.
l'alluce pronunciato dà una sferzata di mascolinità
ad un piede altrimenti troppo liscio
e la forma dell'unghia, grande e arrotondata, è particolarmente piacevole.

nello scatto che racchiude tutte le sue virtù...
...risultano evidenti le ragioni che gli valgono un così buon piazzamento!

però
però
il PRIMO vero buon motivo
che mi spinse allora
e mi spinge ora
a seguire HEROES
è lo storto
il buono
l'apparentemente fragile
l'inaspettatamente fisicato
PETER PETRELLI
(Milo Ventimiglia)

secondo figlio di colui da cui tutto parte
è l'eroe buono
un po' dimesso all'inizio
ma forte della sua purezza col passare delle stagioni
si mostra disposto a prendere calci nel deretano
da amici e parenti (veri o presunti)
pur di perseguire il bene universale.

all'inizio non era tra i miei preferiti
sebbene la sua mascella fuori squadra mi stimolasse una certa attrazione.
poi
grazie ad un provvidenziale taglio del budget
le magliette hanno cominciato a scarseggiare
ed io ho cominciato a vederlo con altri occhi.

i suoi piedi mi conquistano
perché hanno un elemento in più
che è raro ritrovare.
è qualcosa di soggettivo
che sfugge all'immediata comprensione.
hanno una bella forma
certo
sono armonici
un po' mossi
ma non è questo.

al di là dell'aspetto puramente fisico
in ogni foto traspare una componente di sensualità
e di erotismo
che manca negli altri.
insomma l'eroe che ha fatto della purezza il suo punto di forza
smuove in me pensieri tutt'altro che puri
e di diritto
sale sul gradino più alto del podio,
a piedi nudi!!